Il Fantasma di Liverpool

di Juanne Pili.

Gira nel web la storia del fantasma apparso affacciato alla finestra di un vecchio orfanotrofio di Liverpool, ormai in disuso, raffigurerebbe la sagoma di un bambino. Ad immortalarlo niente meno che Google Street View.

Schermata 2015-02-17 alle 14.24.19Del caso si è occupato anche il Segretario del CICAP, Massimo Polidoro. A parte l’estrema vaghezza dell’immagine e la sordida fantasia richiesta per vederci la chiara sagoma di una persona, il caso va derubricato tra i tanti che coinvolgono il fenomeno cognitivo denominato pareidolia. Come nel più noto caso dell’Astronauta del Solway dove la sagoma della moglie del fotografo, visibile dietro la figlia in primo piano, è stata spacciata per quella di un non meglio identificato visitatore in tuta d’astronauta. Il fenomeno può interessare i campi mysteriosi più disparati; come non citare il caso dei Foo Fighter, UFO che comparirebbero in foto di operazioni militari, che coinvolgono per lo più aerei alleati della Seconda Guerra Mondiale; con le citazioni potremmo andare all’infinito, ma abbiamo esaurito quelle che rimandano vecchi articoli del sottoscritto (Sic!).

La pareidolia è la conseguenza dell’eseigenza, da parte del nostro cervello, di riconoscere schemi ovunque, a prescindere dal fatto che questi esistano sul serio. Come spiega meglio Polidoro, che non a caso è uno psicologo:

«In sostanza, il nostro cervello è portato ad attribuire un senso a tutto ciò che è ambiguo. Per questo uniamo i puntini fino a creare forme e quando vediamo una macchia a volte la troviamo somigliante ad un viso».

Com’è possibile poi vedere uno spirito vestito? come se anche gli indumenti avessero un’anima.

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