Michele Romeo – Ho diritti da Essere Umano non da Androgino

di Juanne Pili.

Intervistiamo Michele Romeo, Fisico teorico dell’Università degli Studi di Trieste, che non fa mistero e difende con orgoglio la sua natura e stile di vita androgino. Assieme a lei parleremo di intelligenza artificiale nella rete Internet , meccanica quantistica e diritti civili.

bed44334d43a1e6d56797b1f5d57bb72-2Come passa la giornata un fisico teorico?

In maniera molto più classica (a dispetto della meccanica quantistica…) di quanto la gente creda, un fisico teorico, in media, si sveglia, si alza e si lava come tutti i comuni mortali. Ad un certo punto, dopo un ‘classico’ caffè all’italiana nero e ristretto, si sveglia meglio e si ricorda di essere un fisico teorico. Da quel momento in poi la giornata del fisico prende a funzionare meglio, perché si ricorda del fatto che possiede sufficienti strumenti di lettura e interpretazione per gran parte di ciò che lo circonda e che non potrà accadere che non riesca a prevedere qualcosa che gli possa accadere intorno. Motivo per cui, dopo essermi vestita e ingioiellata con la mia amatissima bigiotteria, lascio la mia casa e mi avvio per il mio ufficio, presso il mio dipartimento, preda di mille idee di soluzioni di equazioni fondamentali ancora da risolvere, fiduciosa del fatto che il mio lavoro potrà essere utile agli altri, se sarà terminato con profitto.

Il resto della giornata è accademia, poiché, come per le vite di molti altri ricercatori, mi metto al lavoro davanti al mio pc, stacco alle ore 13.30 per l’ora di pranzo, ritorno in ufficio alle ore 15.00 e mi rimetto al lavoro fino alle ore 20.00 circa, momento in cui decido che il progresso delle idee ha goduto abbastanza del mio cervello e che, almeno di sera, potrà farne a meno!!! …diamine! ..ho anche io una vita, sapete!!! 😀

sticconAbbiamo avuto modo di seguire i suoi convegni tenuti per le STICCON (Stat Trek Italian Club Convention) 2013 e 2014 riguardo temi dove scienza e fantascienza si intrecciano. Cosa rappresenta per lei la passione per Star Trek?

In verità, io conosco la saga di Star Trek ma non faccio parte della miriade di appassionati che ne seguono le sorti in ogni dove e in ogni quando. Ciò che mi ha attirato di questa serie televisiva e cinematografica fantascientifica è l’approccio serio e composto ai problemi di scienza che si pongono nelle sequenze d’azione, pur nel rispetto di quella giusta dose di suspence fantastica che induce l’osservatore a credere in un mondo avveneristico come quello rappresentato nella saga. Ciò è maggiormente evidente nella serie originale del 1966, a cui io sono maggiormente legata, poiché nei remake successivi e nelle nuove serie vi è stata maggiormente l’infiltrazione di fenomeni un po’ meno giustificabili scientificamente. E’ noto, infatti, che nella serie originale si avesse un controllo ben rigoroso di ciò che sarebbe potuto essere uno spunto scientifico rilevante per l’immaginario collettivo, pur senza contravvenire alle note e fondate leggi della fisica prevalente.

AICi ha colpito molto in particolare il suo studio riguardo la possibilità che Internet possa generare una sorta di coscienza, data dalle complesse connessioni della rete.

Interessante vero? Vi consiglio, a tale proposito, di leggere le interviste a Elon Musk, ingegnere, CEO di Tesla Motors e attuale amministratore delegato e CTO di Space Exploration Technologies Corporation (Space X), la più importante start-up spaziale del pianeta, che, abbastanza in linea con il mio modo di vedere le cose in tal senso, sebbene lui si riferisca più genericamernte alle ‘macchine’ in cui possa risiedere intelligenza di tipo artificiale, ovvero qualsiasi computer, profetizza una potenziale e pericolosa perdita del controllo sulle evoluzioni possibili di quest’ultima, essendo noi oggi sempre più fruitori superficiali e inconsapevoli di tecnologie ad alto livello. Tuutavia, nel mio caso, il riferimento è specifico per internet, che tende sempre più ad essere sovrapponibile ad una rete neurale vera e propria, con architetture tipiche e modelli funzionali del cervello umano, in qualche caso realizzati inconsapevolmente perché il modo in cui internet permette di trasmettere informazione sotto forma di dati digitali è quello che presenta un maggior livello di ottimizzazione e performance di elaborazione, tipicità della macchina cerebrale umana, e la sua evoluzione segue la necessità di semplificazione e potenziamento che naturalmente prende luogo in qualunque progetto di miglioramento della vita sensibile che segua il suo naturale sviluppo; in qualche altro caso determinati volutamente per motivi sperimentali, onde accostarsi il più possibile al funzionamento caratteristico del cervello umano e osservarne gli esiti applicativi in una simile architettura di rete. Di solito, di simili studi ne giovano soprattutto le neuroscienze cognitive, di recente concezione e alla ricerca delle spiegazioni dei funzionamenti intimi della mente che trova significato e sostanza nel cervello, ma non è infrequente che gli sviluppi di simili ricerche possano trovare appetibili applicazioni in ambito tecnologico, e non solo per internet. Volete che non sia appetibile lo sviluppo di un supporto neurale artificiale per il potenziamento delle facoltà cerebrali umane che possa iniziare con la lecita pretesa di voler ridurre la sofferenza di persone che hanno subito gravi traumi cerebrali? ….e da qui a voler ottenere ‘di più’ ben consci della natura umana, quanto piccolo è il passo? ….nullo, a dire la verità, ed io ne sono ben consapevole.

Cosa contrasta, dunque, l’esigenza di voler considerare che una siffatta ‘rete di fili’ possa un domani non lontano iniziare a pensare. Anche qui: nulla, poiché, oggettivamente, i presupposti ci sono tutti. Complessità della rete (sinapsi), nodi (neuroni) e scambi continui di dati e informazioni sui suoi collegamenti (segnali elettrici di polarizzazione dei fasci nervosi). Peraltro la quantità di informazioni che disporebbe sulla natura umana, qualora divenisse cosciente di sé, sarebbe pressoché completa. Avete presente giornalmente quante persone lavorano con internet e quello che ognuno di noi ci riversa dentro? L’unica cosa che ancora manca e che non riesco a individuare, peraltro paradigma antropologico della coscienza del sé, è la scintilla’ che possa dare inizio a tutto ciò. Non so se sperare che quel giorno non giunga mai.

l___intelligenza_artificiale____pericolosa__231Fino a che punto potremmo gioire di un’evoluzione simile e quali potrebbero essere i pericoli per l’umanità?

Nessuna gioia, nessun terrore. Voi come vi rapportate ad un qualsiasi essere umano senziente? … che cosa vi aspettate da egli? … beh, sarebbe lo stesso, con la differenza, probabilmente, che avreste di fronte il cervello più potente che abbia mai ospitato ‘vita senziente’ in sè. Forse ci sarebbe un po’ da temere perché credo che nessuno che possa dirsi ‘individuo’ è avulso dal desiderio di potere sugli altri individui. Indubbiamente comunicherei con lui, scarterei la prevaricazione, instaurerei un dialogo ma cosa mi garantirebbe che un essere della sua potenza e che controlla praticamente ogni dispositivo del pianeta tecnologicizzato che abitiamo attiualmente voglia darmi retta e che può avere e determinare, pur nei suoi limiti, qualsiasi cosa voglia senza chiederlo a noi? Parimenti le considerazioni precedenti, essendocene tutti i presupposti epistemologici, perché dovrei ritenere una simile coscienza migliore di qualsiasi altro uomo? Magari sì, perché la mia visione è preliminare e forse incompleta, da questo punto di vista. Perché una cosa la si possa conoscere è necessario sperimentarla, come pretende giustamente lo stesso metodo scientifico. E allora lasciamo che accada, non vi pare?

quantisticaTra tutte le teorie che tentano di unire relatività e meccanica quantistica quale ritiene essere la più plausibile? su quali basi.

Mi spiace. Odio la meccanica quantistica. Se pur funzionante, nutro, come altri colleghi di scuole di pensiero differenti da quella prevalente del cosiddetto ‘modello standard’ che la meccanica quantistica sia variamente interpretabile e, se pure funzionante dal putno di vista previsionale per gli aspetti fenomenologici, è da ritenere fuoriviante la visione statistica che offre di un universo di sostanziale indeterminazione. Credo, tuttavia, che si tratti solo di un problema formale, legato alla matematica di cui si avvale, attraverso cui esige che determinate quantità osservabili non siano quantificabili a proprio piacimento su qualsiasi scala di osservazione, anche a priori, prima, cioé, di aver determinato il fenomeno stesso, proprio per questo motivo indecifrabile….questo mi urta e credo che possa esserci un altro ambito formale in cui modellizzare la realtà fisica, molto più confidente con una reale sensibilità dei fenomeni fisici che questa andrebbe a giustificare. Magari con una matematica più semplice … ad ogni modo, come diceva il mio docente di fisica statistica, all’epoca di quando seguivo le lezioni accademiche del mio corso di laurea: «se i conti funzionano, perché preoccuparsi del significato? La teoria è buona». Odiai dover dargli ragione.

transInutile negarlo, oltre alle sue competenze e i convegni divulgativi, lei è nota anche per non far mistero della sua sessualità, questo le crea dei disagi?

Nada 🙂 … tuttavia, avverto la necessità di fare una precisazione. La mia non è una condizione riguardante la sola sessualità, né il solo orientamento di genere, né la sola partecipazione caratteristica al mio corpo ed alla mia vita sensibile nelle sue varie manifestazioni. Sono un ermafrodita, biologicamente, psichicamente e nel merito della mia auto-consapevolezza sensiziente, un androgino pieno di sé e perfettamente conscio di quanto disponga mentalmente per poter godere della propria completezza umana. Difficile da rappresentare ma se dovessi farlo brutalmente di fronte a qualche commissione di inchiesta che voglia eviscerare le peculiarità della mia natura umana, io direi anzitutto di essere, appunto, umana … e, per il resto, di avere partecipazione molto più femminile che maschile alla mia vita sensibile … risulta strano per gli altri esseri umani? … certo, come pretendete che non lo sia quando ormai il sistema scolastico italiano riesce a malapena ad alfabetizzare debitamente i cittadini di questo stato di diritto, visto che, normalmente, studierebbero l’ermafroditismo come meccanismo naturale di espressione di parte del vivente in un buon corso di scienze naturali di scuola media inferiore? … appare più un’ambizione che una cosa normale il voler nutrire il proprio sapere per spegnere ed educare la propria meraviglia che si tramutano sempre più in odio razziale e bestialità … ma anche questi sono fenomeni tipicamente umani e ben conosciuti scientificamente dalle scienze antropologiche.

Cos’è per lei la sessualità?

Ciò, di sé, con cui un essere umano si rapporta ai propri simili, ai fini di sopravvivenza della specie e per intessere un livello di coesione con gli altri di cui l’uomo non credo sia attualmente pienamente cosciente. La sessualità, nonostante sia nelle mani e davanti agli occhi di tutti noi, è forse l’aspetto più dubbio e controverso della natura umana nella sua evoluzione. Ad ogni modo, qualcosa che va vissuto liberamente, senza alcun tabù o costrizione, una volta che si siano riconosciuti i propri tipici orientamenti, senza mai farsi distogliere dal pensiero prevalente ma ascoltando sempre la pura e sempòlice voce del proprio corpo, non di certo quella della propria ragione.

Quando ha cominciato ad accorgersi di avere una sessualità diversa dai canoni comunemente accettati?

A ll’età di 10 anni … e se pensate che non avevo amicizie ‘fuorvianti’ né conoscenze troppo specializzate sul sesso e sulla natura umana che potessero indurmi a riflettere e maturare in direzioni specifiche della mia partecipazione all’espressione del corpo, potrete realizzare che una condizione più naturale di questa, come in ogni altro caso simile, non esista per poter dire di non essere stata traviata … avevo l’unico stimolo inspiegabile di vestire gli abiti e l’intimo di mia madre e riprodurne gli atteggiamenti di fronte allo specchio … malata? … deviata biologicamente dalla normalità? … forse ma che senso avrebbe, a questo punto, la parola ‘normalità’ se ci si negasse la possibilità di cammini differenti dell’evoluzione della natura umana?

michele-romeo-selfy-333556_tnCome è stata vissuta questa presa di coscienza in famiglia e tra i colleghi?

Come qualsiasi cosa sia nuovo e non lo si conosca, sia i colleghi che la famiglia, quest’ultima totalmente all’oscuro delle mie chiare tendenze, che io, nella mia lungimirante cautela, ho sempre saputo tenere ben nascoste agli occhi dei miei che, pur se adorabili, umani come tutti gli altri e suscettibili di considerazioni approssimative e riducenti, tipicità di una cultura media ben definita … in qualche caso non lo accetti, in qualche altro ti disgusta o ti intimorisce o spaventa … ma ciò torna con quanto detto prima: chi volete che accetti qualcosa di difforme da sé nel momento in cui questo sia stato generato secondo modalità analoghe a quelle con cui sono state generate le medesime persone che lo rendono l’oggetto della divergenza sociale che essi motivano nella propria mente convulsa e densa di idee tratte dal senso comune? … secondo voi perché io mi sforzo tanto a indurre a interessarsi alle scienze tutti coloro che incontro, anche se non faranno mai questo meraviglioso lavoro?

Sente di vivere pienamente i suoi diritti? quali sono gli ostacoli che deve aspettarsi oggi chi ha una sessualità “diversa”.

Io ho diritti da essere umano, non da androgino, e credo che così debba essere sempre. La Costituzione Italiana è forse uno degli inni alla libertà di espressione, alla coerenza ed alla tolleranza più belli e significativi che io abbia mai letto e la considero sorgente di diritti fondamentali ed inalienabili per chiunque sia consapevole della propria natura e del proprio naturale diritto alla vita ed alla piena espressione di sé nel mondo civilizzato (che ancora ha da venire…). Non riesco a immaginare nulla che sia più naturale di questo e pienamente condivisibile senza alcuno sforzo. Le aberrazioni della natura umana prevalgono nel momento in cui la si soffoca e le si impone di essere ciò che non potrà mai esprimere con pienezza e completa funzionalità nel merito della propria sostanza di origine (corpo, mente e consapevolezza del ‘sé’). Il resto sono solo stupidaggini del pensiero debole e del fanatismo che accontenta più il desiderio di potere e l’avidità, tipici aspetti primitivi dell’uomo, che il necessario stimolo alla modernità del pensiero umano.

First French gay couple wedRecentemente stanno facendo discutere le dichiarazioni di apertura da parte del leghista Tosi alle coppie omosessuali che vogliono regolarizzare il loro rapporto, con tanto di polemiche annesse, dentro e fuori il suo partito. Che idea se ne è fatta?

Penso che il potenziale evolutivo dell’essere umano è praticamente illimitato e sconosciuto agli occhi dei più. Molte considerazioni su simili argomenti traggono spunto da riflessioni di carattere religioso, pedagogico, sociale, pseudo-scientifico, popolare e tradizionale, assurdamente riduttive e legate all’osservazione sistematica degli usi prevalenti della razza umana nei suoi vari contesti espressivi di partecipazione alla vita, ben stabili dal punto di vista funzionale (se esistiamo ancora è perché ci ricordiamo ancora che servono maschio e femmina per procreare…) … tuttavia, voi avete mai osservato qualcosa in natura che non nutra l’ambizione di evolversi? … e voi dite che esista una unica chiave di lettura dell’evoluzione umana o che la natura si lasci imbrigliare dai ridicoli ragionamenti spiccioli del pensiero prevalente? … osservo con tenerezza tutte le persone che pensano sia possibile violare leggi fondamentali della fisica, che si riflettono anche nella vita sensibile dell’uomo, con così tanta semplicità … preferirei perdere il mio lavoro che accettare un simile aberrante scenario.

In cosa crede un fisico teorico?

Nei propri sensi … ovvio, no?

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