Titanic – Quella notte il Capitano era ubriaco?

di Luigi De Conti.

Ci sono voluti 73 anni, tanti ne sono passati dal suo affondamento, per ritrovare il relitto più famoso dei nostri tempi, quello del Titanic. Ne parliamo in questa intervista col massimo esperto italiano, Claudio Bossi.

bossi

Nel corso degli anni, si sono avvicendate diverse società e diversi personaggi danarosi al fine di cercare di sfruttare l’immensa soddisfazione “pecuniaria” di trovare favolosi tesori, custoditi in quell’ammasso di rottami d’acciaio che si trovano, a quasi 4000 metri di profondità, nelle gelide acque dell’oceano Atlantico. Ma ci è voluta un’impresa franco-americana nel 1985, guidata dall’oceanografo Robert Ballard, per riportare alla luce la tomba del Titanic. Però, anche in questo caso, luci ed ombre hanno accompagnato quella pseudo-spedizione scientifica. Cfr. Robert Ballard e la vera storia del ritrovamento del Titanic – Laputa.it.

Pochi sanno che in Italia (ad Oggiona Santo Stefano, provincia di Varese) vive e lavora colui che è ritenuto uno dei più eminenti studiosi della storia del celebre transatlantico, che ricordiamolo è affondato il 15 aprile 1912 durante il suo viaggio inaugurale, tragedia che costò la perdita di oltre 1500 vite umane. Lo scrittore e storico Claudio Bossi, al Titanic ha dedicato un’intera vita per ricercare, raccogliere e documentare, nulla escluso, tutto quello che ruota intorno a questa tragica storia. Il suo lavoro è dapprima sbarcato sul web poi è culminato con la pubblicazione del libro TITANIC – Storia, leggende e superstizioni sul tragico primo e ultimo viaggio del gigante dei mari, e per il prossimo anno, come ci ha anticipato lo scrittore, ci sarà una nuova pubblicazione sull’argomento per la casa editrice Il Saggiatore.

La prima domanda che gli porgiamo è quasi d’obbligo, come e quando ha cominciato ad interessarsi della tragedia del Titanic.

Quella del Titanic è stata ed è la tragedia che maggiormente rimane impressa nell’immaginario collettivo. Detto questo aggiungo che, l’interesse di un bimbo per un certo mistero, si è trasformato in grande rebus una volta che il bimbo è diventato uomo. Rimasi estasiato dalla visione del film Titanic-Latitudine 41° Nord, poi con il ritrovamento del relitto è scoccata la scintilla: ne dovevo sapere e sapere di più di quello che ne sapevano gli altri su questa magnifica e tragica storia. Quindi dal 1985 mi sono impegnato alla storia di questo naufragio.

Il Titanic ha speronato l’iceberg alle 23:40 del 14 aprile 1912 ed è affondato dopo centosessanta minuti. In quei centosessanta minuti credo sia andata in scena la rappresentazione dell’uomo nei suoi aspetti di ferocia, violenza ed anche di umanità ed eroismo. Mi sono sempre chiesto perché ci furono così tanti bambini di terza classe morti ed il loro numero fu superiore a quello dei passeggeri maschi di prima classe sopravvissuti. Allora, la vecchia regola del “Prima le donne ed i bambini” non è stata rispettata. Ecco la differenziazione sociale, che è uno degli elementi caratterizzanti della tragedia del Titanic, è stato il movente che mi ha indotto a scrivere di questa storia.

Dai primi anni 2000 è nata l’idea del sito web, di cui mi occupo. Le mie ricerche non si sono mai fermate, il sito lo aggiorno e lo arricchisco continuamente. Penso di aver fatto un bel lavoro. E questo non lo dico per vanteria ma lo asseriscono i miei oltre mille visitatori giornalieri, visitatori di ogni angolo del mondo, e le diverse migliaia di fan che mi seguono su Facebook e Twitter. Sono appunto grato a chi mi dimostra affetto e stima, a chi mi scrive anche solo per darmi dei suggerimenti, che sono gli stimoli essenziali per un ricercatore.

1912

Come ha iniziato a documentarsi in un epoca in cui in rete non si trovava il materiale che invece è disponibile al giorno d’oggi?

Dapprima le mie ricerche si sono concentrate nel frequentare emeroteche italiane, ma la cosa non ha avuto l’esito sperato. Allora le mie attenzioni si sono rivolte là dove il Titanic è nato, dove il Titanic ha preso il mare e dove doveva arrivare se quel maledetto iceberg non ci avrebbe messo del suo… Quindi le mie attenzioni si sono rivolte agli archivi inglesi, canadesi ed americani. Ed è qui ho visto il mio lavoro gratificato dai milioni e milioni di documenti che ho scorso tra le mie mani, letto, fotocopiato e di cui mi sono fatto consegnare copie dei microfilm. Però, eh sì c’è un però: mi chiedo perché, a distanza di 103 anni dalla tragedia, giacciono negli archivi di Sua Maestà ancora documenti segretati. La risposta che mi sono dato, dopo anni di studio, è che quella del Titanic è stata una tragedia dove una serie straordinaria ed inquietante di errori umani giocarono il loro peso, però senza trascurare che, forse, ci fu dell’altro che giocò il suo peso in talune decisioni.

Vorrei anche chiederle cosa ne pensa del film di James Cameron.

Quello di Cameron è indubbiamente un capolavoro. Dalla sua il regista ha avuto, rispetto agli altri suoi colleghi che si sono cimentati nel riproporre il nefasto evento, la fortuna di conoscere fatti ed eventi sino ad allora poco chiari e poco noti, primo fra tutti il fatto che il Titanic si spezzò in due tronconi. Gli altri cineasti hanno sempre rappresentato la nave che affonda intatta… E qui, per collegarci all’evento di quest’anno, grazie alle immersioni effettuate dal mio amico Bob Ballard, che ha sancito definitivamente che il Titanic si ruppe, come qualche passeggero aveva timidamente asserito all’epoca. Per tornare a Cameron dirò che il tutto bello, il tutto grande Titanic nel suo film è stato rappresentato sotto la miglior luce: certo che talune licenze poetiche il nostro bravo regista canadese se l’è prese… Eccome! Ricordate, per esempio, la scena in cui due tenere persone anziane si vedono abbracciate su di un letto, mentre l’acqua comincia ad inondare la cabina ed attendono l’ineluttabile fine? Ebbene le cose non sono andate esattamente così…

I due signori di cui ho accennato erano i coniugi Straus: uniti nella vita come nella morte. Lei, la signora Ida, aveva rifiutato una sicura salvezza a bordo di una scialuppa preferendo rimanere sul Titanic accanto al marito. Ci sono testimonianze che i due attesero la fine seduti su di una panchina sul ponte della nave.

1985

Ci puoi raccontare, “in esclusiva”, un particolare o un aneddoto riguardo al Titanic che in pochi conoscono?

Ci sono talmente tanti, ma proprio tanti, episodi della storia del Titanic che sono sconosciuti al grande pubblico. E’ quasi impossibile raccontarne, se non tutti, almeno parte di questi: l’invito è di partecipare assolutamente alla mie conferenze che tengo laddove vengo invitato. Dovendo citare un aspetto “sconosciuto” di questa storia accennerei, a chi ci legge, che un documento rinvenuto (non molto tempo fa) sostiene che il Capitano del Titanic, Edward John Smith, fu ubriaco quando la nave colpì liceberg e affondò. E storia che il Capitano fu svegliato nella sua cabina, quando la nave colpì liceberg e coraggiosamente decise di affondare con la sua nave. Ma un racconto inedito della superstite Emile Hocking Richards biasima il Capitano Smith per la tragedia e dice:

«Era sceso a bere al bar ed aveva dato incarico ad altri di governare la nave… E stata colpa del Capitano».

E ampiamente conosciuto che il Capitano Smith, trascorse la sera del disastro ad una cena presso il ristorante di prima classe, prima di recarsi sul ponte di comando e di tornare alla sua cabina per la notte. Ma il resoconto scritto dalla Richards fornisce una sorprendente alternativa ai suoi movimenti in quella fatidica notte. Ciò, se fosse vero, metterebbe una prospettiva molto diversa sugli eventi.

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