La chemioterapia NON diffonde il cancro, nessuno studio lo ha dimostrato

La mia guerra agli anziani annoiati che pubblicano video su YouTube per passare il tempo, senza badare alle gravi conseguenze che certa fuffa potrebbe arrecare – specialmente se pseudo-medica – mi ha portato grazie anche alle vostre segnalazioni ad un video di Dino Tinelli dove riporta come al solito materiale di altri autori: per esempio un’anteprima del filmato di un noto “revisionista” della Shoah, David Cole. Molto emblematico, visto che in quel momento parla di contenuti non fruibili in Italia per qualche ragione censorea.

L’attività pseudo-medica di NaturalNews

Il video prosegue parlando del sito NaturalNews, indicato tra le fonti che non verrebbero “trasmesse in Italia”, ma  il portale è visitabile senza problemi, purtroppo. L’attività degli autori nel campo delle medicine alternative e del complottismo è anche abbastanza nota. Uno dei suoi post cattura l’attenzione del Tinelli, si intitola “Medical BOMBSHELL: Chemotherapy found to spread cancer”. Riporta uno studio scientifico pubblicato su Science Transnational Medicine: “Neoadjuvant chemotherapy induces breast cancer metastasis through a TMEM-mediated mechanism”.  La ricerca è stata condotta da alcuni ricercatori della Albert Einstein College of Medicine of Yeshiva University, nel luglio del 2017. Secondo gli autori di NaturalNews questo studio dimostrerebbe che la chemioterapia ben lungi dal curare i tumori li alimenterebbe, così Tinelli titola “Scoperto che la chemioterapia diffonde il cancro”. Le cose non stanno affatto in questo modo.

Di cosa tratta davvero lo studio?

Innanzitutto lo studio in questione riguarda la chemioterapia neoadiuvante, per il trattamento del cancro al seno. Della questione si occupò a suo tempo anche l’oncologo David Gorski su ScienceBasedMedicine, avvalendosi tanto delle sue competenze, quanto dei dati che lo stesso studio riporta. La chemioterapia neoadiuvante viene somministrata prima dell’intervento chirurgico. Questo avviene in casi particolari, per ridurre un tumore rendendolo operabile chirurgicamente.

E’ comune nel carcinoma mammario al fine di ridurre un tumore in modo che non sia necessaria una mastectomia per rimuoverlo e che sia possibile la chirurgia conservativa del seno.

Come confermato in numerosi studi la chemioterapia neoadiuvante porta spesso a buoni risultati. Quindi appare sorprendente che una ricerca possa dimostrare il contrario, ovvero che addirittura ci sia un incremento del tumore. Infatti lo studio in questione non porta a questi risultati.

Mi sono subito reso conto che lo scopo dello studio era identificare potenziali problemi di funzionamento della neoadiuvante al fine di trovare strategie per farla funzionare meglio … gli autori hanno notato che l’aumento della disseminazione delle cellule tumorali potrebbe ‘diminuire il beneficio clinico’ della chemioterapia … la chemioterapia neoadiuvante produce un vantaggio di sopravvivenza per i pazienti con cancro al seno oltre al vantaggi che produce nel rendere operabili tumori inoperabili … La disseminazione delle cellule tumorali come risultato della chemioterapia riduce, non elimina, quel beneficio.

Esistono inoltre altri tipi di chemioterapia: Gorski distingue quella “curativa” che non richiede interventi chirurgici; quella adiuvante da somministrare dopo l’operazione chirurgica e che dagli anni ’90 ha ridotto del 30% la mortalità (per via del tumore al seno, non della terapia in sé); infine quella palliativa, che riguarda soprattutto lo stato d’animo dei pazienti, facendo anche un uso consapevole del placebo. Trovate maggiori approfondimenti sul sito del Airc. Nessuno studio ha mai dimostrato che la chemioterapia favorisce la diffusione del cancro – men che meno quello citato da Tinelli – anzi, i risultati volgono nella direzione opposta. Lascio a voi riflettere sulla pericolosità del veicolare in Rete messaggi del genere, nonostante la smentita circoli già da circa un anno.

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