Deadpool – Dissacrazione Totale del Supereroe

di Enrico Bulleri.

Deadpool è un personaggio creato da Rob Liefeld e Fabian Nicieza nel 1991 come parte degli“X-Men” / e dell’universo “X-Force”, un ex soldato delle forze speciali al quale viene diagnosticato un cancro terminale e poi salvato da uno scienziato veramente pazzo, Ajax.

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“Spider-Man” era già un super eroe molto sarcastico, ma evidentemente per la Marvel non deve essere sembrato abbastanza bamboccione quanto il suo supposto pubblico. Tim Miller, nel suo debutto alla regia (anche se già fu supervisore creativo per Scott Pilgrim vs the World) colma questa richiesta con Deadpool, un progetto che era da otto anni nel cassetto.

Così stanco e decisamente acido da far sembrare il Bill Murray di “SOS fantasmi” come il dottor Ben Carson.

“Deadpool” , uno dei pochi film di super eroi ad avere ricevuto una classificazione censoria negli Stati Uniti R-Rated (così come nel 2004  “Blade: Trinity”, nel 2008 Punisher: War Zone, e nel 2009 Watchmen), interpretato nel ruolo del protagonista mascherato da Ryan Reynolds ( ” Mississippi Grind “), T.J. Miller (Transformers: Age of Extinction)Ed Skrein (così terribile in The Transporter Refueled), Morena Baccarin (” Gotham e” Homeland “, serie TV) e Brianna Hildebrand, tra gli altri,  è sfacciatamente violento, vuotissimamente osceno e demenzialmente  sardonico, con abbastanza sangue per compiacere Sam Peckinpah e orgasmizzare tutti quelli epigoni nerd di Tarantino, msenza un’oncia del suo immenso talento…

Nel film incontriamo Deadpool / Wade Wilson (Reynolds), che distrugge e smembra i cattivi apparentemente senza sforzo, ma incontrando durante questo scontro iniziale  i suoi  amici “X-Men” , Colossus (con la voce originale di Stefan Kapicic, ” Qualcosa di straordinario “) e l’adolescente Negasonic Warhead (Hildebrand), che involontariamente permettono al bersaglio della sua vendetta di sfuggirgli. Quest’azione è seguita da una delle molte digressioni verso il pubblico a spiegare i retroscena: Wade conduce una vita di mercenario dal piccolo calibro ed ha una vita spaventosamente sotto tono, uscendo unicamente con il suo unico amico barista, (il supporto comico Miller). In serate a buon mercato.

Più tardi, incontra -come sempre accade nei film- una ballerina esotica(vale a dire, una stripper e prostituta) Vanessa (Baccarin), che si innamorerà di un tale bietolone. Purtroppo, come accennato in precedenza, Wade diventa vittima del cancro e si rassegna a un precoce scomparsa. Incontrando poi un raccapricciante reclutatore (Jed Rees, ” Day of the Funeral”, ma meglio conosciuto come uno degli atleti sfidati mentalmente in “The Ringer”) che promette la guarigione alla sua malattia senza speranza. Ecco dove incontriamo Francis / Ajax (Skrein), che, insieme con la compagna Angel Dust (Gina Carano, Fast & Furious 6), informa Wade di essere null’altro che una pedina in un gioco molto più grande di lui, e poi insulterà torturando la sua vittima fino a quando egli diventa un mutante fattosi da sè  (ricordate, questo personaggio ha radici negli  “X-Men”), e un sarcastico super eroe quasi immortale.

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Dopo la fuga da questo inferno, Deadpool si consulta con il suo compare barista, non potendo però mostrare il suo vero  volto (che ha sofferto un sotterraneo calvario fino a farlo quasi assomigliare a  John Malkovich, ma dopo un buon pestaggio) a Vanessa. Va comunque bene, però, poichè viene presto rapito, sottratto così ai cattivi, e preso a bordo di una sorta di fatiscente portaerei. Con i suoi fedeli amici “X-Men”,Deadpool farà del suo meglio per salvarsi la giornata, così come per la riuscita del franchise, e della serie di sequel e di film spin-off su altri singoli personaggi e relativi altri sequel, che immancabilmente ne conseguiranno.

“Deadpool” porta alla vita questo personaggio  in un modo che equivale ad una bella botta di testa rincitrullente, per il genere e i binari su cui esso era stato impostato. (Ma la 20th Century Fox era già in parte da biasimare per con quello che aveva fatto con Fantastic Four– I Fantastici Quattro” e il franchising degli “X-Men”). Infatti, avevano quasi distrutto  il personaggio di Deadpool prima ancora di avere avuto la possibilità di iniziare a trasporlo cinematograficamente , quando egli era stato fatto scendere in campo narrativo senza tanti complimenti in  “X-Men Le Origini: Wolverine. Tuttavia, attraverso la tenacia di Reynolds, e una fuga tempestiva di screen-test, i fan del personaggio hanno finalmente ottenuto il loro anti-eroe in tutta la sua gloria filmica. Reynolds anche perchè reduce dal flop fragoroso di “Lanterna Verde” vi ha messo tutto se stesso, punteggiando abbastanza bene l’eroe disilluso e amaro che sarebbe il personaggio. Non vi è alcun dubbio che questo ruolo è stato scritto appositamente con lui in mente. Questo ruolo, con le sue declinazioni atletiche, meta osservazioni e metà fisicità può rappresentare il ruolo migliore per Reynolds, almeno nella varietà molteplice dei ruoli  / d’Azione / Drammatiio / Thriller che egli ha interpretato fino ad oggi.

Un altro che spicca un poco è Skrein come cattivo insensibile al dolore, e Miller, come amico dell’eroe dalle battute provocatorie, che spesso mancano l’obiettivo di fare ridere da almeno un chilometro. Non temiate, però, perché ci sono così tanti giochi di parole veloci (soprattutto osservazioni sulle attuali sanguinose battaglie nei film della Marvel agli altri film tratti dalla Galassia fumetto – tra cui un paio di tempestive bordate per quanto riguarda la “proprio disatrosa esperiezna” di Reynolds nel succitato “Lanterna Verde“). E, come al solito, c’è il sempre atteso cameo di Stan Lee (che ironicamente non ha niente a che fare con questo personaggio), probabilmente uno dei migliori che abbia fatto fin qui in tutti i film del Cinematic Marvel Universe. Tutto questo si aggiunge ad un film sufficientemente violento, che però non raggiunge nemmeno la sufficienza del divertimento il quale vorrebbe provocare, ma che si trova (e anche in Europa dopo gli Stati Uniti)a infrangere i record di febbraio al box-office.

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